EMOZIONI CERCASI

Questa volta ho provato per voi la nuova Ducati Monster 620 i.e., una moto divertente e davvero piacevole da guidare.
Testo di Andrea Di Marcantonio

Ogni moto ha una sua storia, una propria identità ma soprattutto qualcosa di unico ed esclusivo che ne fa spesso un "cult". Il segmento naked poi, vanta una tradizione importante visto che la storia della moto è caratterizzata proprio da questo "stile". L'essenza quindi non è racchiusa tra le forme morbide della carena, ma, al contrario, evidenziata quasi in modo sfacciato…
Ogni Azienda ha in listino la propria "nuda" (le idee sono tantissime) ma Ducati vanta qualcosa di veramente speciale, un successo importante che ha trovato consensi in tutto il mondo. Di questa creazione "made in Italy" pensate, ne sono state vendute ben 100.000 in tutto il mondo, un dato che parla da solo. Avete capito a cosa mi riferisco? Alla Monster naturalmente, un mito su due ruote da cui scaturisce un'idea, un modo di essere, uno stile di vita.
Per il prossimo 2002, è in arrivo la new Monster 620 i.e., un oggetto interessante che vanta l'iniezione elettronica ed una ciclistica derivata dalla "sorellina" S4; i numeri ci sono tutti quindi, anche se l'elemento più importante è una migliore guidabilità globale.
La famiglia Monster cresce e Ducati ne ha previste due versioni: la Base e la S le cui differenze sono negli allestimenti decisamente più estremi e sportivi su quest'ultima. Sarà disponibile da ottobre ad un prezzo tra 15/16 milioni in una vasta gamma cromatica per serbatoio e telaio.
Per questa presentazione, Ducati ha scelto una località giovane, allegra e spensierata che sa di estate, anche se, come leggerete, la giornata di prova si è poi trasformata in una fredda condizione invernale…Una gran festa sulla spiaggia con tanto di personaggi importanti "amici" Ducati come nel caso del commentatore della SBK Giovanni Di Pillo, il dj Ringo di Hit Channel…oltre ad un'infinità di splendide ragazze.
Ma concentriamoci ora su quest' interessante novità 2002.
Il telaio è derivato dalla S4 mentre il "pompone" vanta ora l'iniezione elettronica con centralina 5.9; ciclisticamente c'è ora il doppio disco anteriore mentre forcella, testa di sterzo e sospensione posteriore sono stati ridisegnati. Non poteva mancare un air-box "maggiorato" così come sono nuovi i due silenziatori ed i collettori di scarico. La versione S ha beneficiato del forcellone in alluminio oltre che di un assetto sportivo; in materiale composito sono infine i fianchetti e le protezioni paracalore.
Tecnicamente è stata aumentata la cubatura a 618 cc con il risultato di un valore di coppia più "pieno" pari a 3,3 Nm in più rispetto al vecchio modello; Tradotto in potenza massima troviamo quindi 60 cv erogati a 9.500 giri (1500 giri in più di allungo…) con valore di coppia pari a 53,5 Nm a 6.750 giri. Anche la parte termica superiore vanta alcune modifiche tra cui l'adozione di valvole maggiorate.
Grazie al telaio S4 è aumentata la rigidità del 30% mentre l'altezza da terra è pari a 770 mm per la Base e 795 per la S; la forcella "ospita" una differente taratura così come il mono posteriore si avvale dello schema e cinematismo da SBK al posto del classico "archetto". Sulla S è possibile variare inoltre l'altezza del retrotreno per mezzo del puntone di reazione filettato. Più grande il perno di sterzo il cui diametro è passato da 25 a 40 mm.
La brutta giornata ed il fondo stradale viscido non mi hanno consentito di "spingere" e quindi il risultato del test si è limitato ad un'umida presa di contatto.
Non mi ha entusiasmato la posizione di guida per via del manubrio con presa che, alla lunga, finisce per affaticare il tratto cervicale oltre che i polsi; probabilmente una differente angolazione (orientata più verso il pilota) contribuirebbe non poco al comfort di guida.
Inoltre sulle leve di frizione e freno mancano i pratici registri (non tutti abbiamo mani grandi…), utili per "personalizzare" la guida.
Notevoli le differenze in movimento: il bicilindrico gira "rotondo" e pulito anche a freddo ed è un vero piacere aprire il gas; mi rendo subito conto dell'ottimo lavoro svolto dai tecnici Ducati in quanto l'erogazione è fluida ad ogni regime con vibrazioni globalmente meno evidenti rispetto al passato. Con qualsiasi rapporto inserito si esce bene dalle curve e si va via bene anche a basso numero di giri, senza che il motore "accusi" fastidiosi rifiuti anche alla massima apertura del gas. Gran progressione quindi mentre i 1500 giri di allungo in più sono una "certezza" di presenza motore in fase di sorpasso, quando occorre grinta e velocità d'esecuzione.
Il cambio invece è poco preciso ed un po' rumoroso mentre la frizione è abbastanza dura da azionare. Per ciò che concerne il reparto sospensioni invece, non ho potuto saggiarne la validità per via del fondo umido; posso soltanto assicurarvi che il filtraggio della forcella è buono sullo sconnesso, anche se manca il "controllo" dell'idraulica. Il mono posteriore invece appare meno brusco nella risposta.
Ottima la frenata per via dei due dischi da 320 mm, una sicurezza ad ogni staccata mentre il disco posteriore richiede una certa energia sul pedale per farsi sentire.
Una moto decisamente piacevole, con qualche piccola cosa da migliorare che, all'occhio dell'utente più esigente, garantirebbe quel plus in più di emozioni firmate Ducati.


I dati della Ducati Monster 620 i.e.
Schema tecnico:
bicilindrico a "L"
Cilindrata: 618 cc
Alesaggio x Corsa: 80x61,5 mm
Distribuzione: desmodromica a 2 valvole
Alimentazione: iniezione elettronica Marelli con corpo farfallato da 45 mm
Interasse: 1.440 mm
Altezza sella: 770 mm (base) - 795 (S)
Sospensione anteriore: forcella a steli rovesciati da 43 mm
Sospensione posteriore: progressiva con mono Sachs
Impianto frenante: Anteriore 2 dischi da 320/posteriore disco da 245 mm
Capacità serbatoio: 15 litri
Peso in assetto di marcia: 177 kg
Prezzo: da definire